Al vostro servizio
Ogni storia ha un inizio e una fine, ma, come in un sogno non è ben chiaro come si arrivi in un certo luogo, in un certo momento, così un inizio della storia vale l'altro.
In altre parole, risulta difficile, se non talvolta impossibile, porre una cesura netta tra ciò che storia non è, ciò che è non scritto, e la parola che segna l'inizio vero e proprio, arbitrario, quasi frutto di un atto di divina creazione.
Inoltre, a meno di scrivere l'inizio di tutte le storie, il racconto di tutti i racconti, cioè a meno di stilare una qualche tipo di storia universale, relegare l'avanti storia a qualcosa di non storico, porta in sé un grave errore: che ogni racconto sia tale solo in sé stesso, che sia isolato dal resto, come se ogni storia non fosse collegata in modo ineludibile alle altre, in un intreccio infinito cui diamo il nome di Storia.
Perciò, l'inizio deve essere o estremamente generico, ed è lì che nasce un mito, un archetipo valido in ogni luogo e tempo umani, o entro una ragionevole soglia di specificità, connotando più o meno chiaramente di cosa si parlerà fin dall'inizio.
In ogni caso, è forse più interessante la fine di una storia, non tanto per impazienza, quanto più perché è condizione necessaria affinché tale storia possa concludersi e essere apprezzata. Infatti, ogni parola, ogni gesto, ogni immagine scorrono in più o meno ramificati canali di significato, aventi come foce il mare della fine. Senza una fine saremmo testimoni di una serie di paludosi torrentelli stagnanti, pozzanghere fangose, già perfette nella loro immobilità, perfette sì, ma non storie.
Ebbene, se il cibo per il nostro spirito è il racconto, allora dobbiamo avere l'attenzione, o meglio la cura, di poter passeggiare tra le sue vie. Sia chiaro: non c'è bisogno che tali sentieri siano battuti, o che la sua acqua sia calma in piccoli ruscelli di montagna.
Non a tutti piace il cemento, la città. Non tutti amano navigare in tempesta, tra correnti e venti mortali. Ma di fondamentale importanza è che una fine ci sia, già disseminata al principio, i cui semi sbocciano floridamente nell'ultima parola.
Che cos'è un uomo se non un racconto, dunque? Un gesto lo concepisce, una parola tenta di separarlo dal resto, dagli altri racconti, come se il suo fosse isolato dalla storia universale, come se ogni racconto non contribuisse al suo di racconto.
È una parola particolare, una cesura netta che vuole relegare l'avanti storia di ogni uomo, e così ogni uomo, a non storico: “Io”.
Provate, però, per un istante a chiudere gli occhi. (Metaforicamente, come riuscireste a leggere le prossime righe?) Aguzzate le orecchie, respirate profondamente. Non sentite anche voi, dentro e attorno, uno scorrere infinito?
Non c'è solo la vostra acqua: essa è mischiata con acque ora più torbide, ora purissime, ora acide. È la Storia che prende vita dentro ognuno di voi, il racconto che si fa vivo nelle vostre anime. Non sentite come è calma e atroce, allo stesso tempo, come è dolce, salata, leggera e violenta? Osservate i vortici, le rapide, le increspature: tutto insieme sta accadendo dentro di voi, perché voi siete nel tutto, e il tutto è voi.
Ogni uomo ha una fine. No, non è la morte: è la sua foce. Guardando con disattenzione, paiono tutte foci diverse e distinte. Laggiù noti detriti di ogni tipo. Poco lontano un fertilissimo delta, una pianura, un letto asciutto.
Ma solo uno stolto non affonderebbe nella meraviglia: nessuna foce ha una fine! Nessun uomo finisce! Tutto scorre dall'uomo alla Storia, dalla Storia agli uomini. Comprendo la tua vertigine. La fine sei tu, siete tutti voi. La direzione da prendere, parola dopo parola, gesto dopo gesto, così da dare significato all'inizio, dall'inizio e alla non fine, è seguire il proprio scorrere, comprendendo che esso non è che una parte dello Scorrere. Insomma, vivere la vita per la vita, spiegare le pagine del nostro racconto.
Ogni uomo ha un compito: servire se stessi, servendo l'umanità. Tale compito è perciò un servizio che tutti noi dobbiamo adempiere, leggendo cosa è scritto nelle pagine della Vita.
È ora che il racconto si faccia vivo, che la Storia diventi racconto.
Sono al vostro servizio.

